Chirurgia della parete addominale

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Chirurgia della parete addominale

La chirurgia della parete addominale può rivelarsi necessaria per riuscire a porre rimedio ad alcune specifiche patologie come le ernie. Le ernie che si presentano nella parete addominale possono essere risolte sia con interventi e metodiche variabili a seconda delle dimensioni e dalla posizione dell’ernia.

La terapia delle ernie è sempre e solo chirurgica per via aperta o laparoscopica.

Esistono però varie tipologie di ernie, vediamo dunque quali sono le principali e qual è il trattamento che si può eseguire per procedere alla loro cura.

Quali sono le ernie che interessano la parete addominale?

Tra i principali tipi d’ernia troviamo:

Ernia inguinale: questo tipo d’ernia si localizza nella regione inguinale e indica una fuoriuscita viscerale dalla porta erniaria. La fuoriuscita nei casi gravi può essere visibile e si mostra come una tumefazione a livello inguinale. Nei casi meno gravi, questa tumefazione non è chiaramente visibile e si presenta meno consistente ma comunque dolorosa. L’ernia inguinale è considerata una delle patologie più frequenti in tutto il mondo, e colpisce principalmente gli uomini. Infatti, si conta che gli uomini ne soffrano circa 7 volte di più rispetto alle donne.

Ernia ombelicale: quest’ernia si verifica in corrispondenza della fisiologica cicatrice ombelicale che di per sé costituisce un punto debole della parete addominale. Attraverso una piccola breccia può estroflettersi verso l’esterno tessuto adiposo, omentale o addirittura un’ansa intestinale, creando così un rigonfiamento o un nodulo vicino all’ombelico che può essere più o meno dolente. Le ernie ombelicali si verificano sia nei bambini (principalmente i neonati) sia negli adulti. Negli adulti quest’ernia può essere causata da varie condizioni che aumentano la tensione e le forze intraddominali come: la gravidanza, la tosse cronica, la difficoltà ad urinare e l’obesità. Le ernie ombelicali hanno bisogno di un trattamento risolutivo per il concreto rischio di sviluppare un’ernia strozzata, condizione questa, a potenziale alto rischio che necessita di un intervento chirurgico urgente.

Ernia epigastrica: questa si verifica principalmente nell’area indebolita della parete addominale che permette il passaggio del grasso attraverso la parete. Queste ernie sono piccole e solitamente si presentano nella zona che si trova tra lo sterno e l’ombelico. Alcuni pazienti presentano più ernie epigastriche insieme, ed in alcuni casi è difficile constatarle in quanto queste ernie non causano sintomi evidenti. Ma si può avvertire solo un leggero fastidio e in alcuni casi un lieve dolore nella zona superiore dell’addome.

Ernia incisionale(o Laparocele): questa è un’ernia che si verifica nella zona in cui è stato effettuato in precedenza un altro intervento chirurgico. Questa tipologia d’ernia si verifica quando l’intervento chirurgico ha indebolito la parete addominale o quando sorge un’infezione a seguito di un’incisione chirurgica. Le ernie incisionali sono al quanto comuni e possono verificarsi sia subito dopo l’intervento sia molto lentamente dopo mesi o persino anni.

Ernia di Spigelio: le ernie spigeliane si verificano nella fascia di Spigelia. Questa a differenza di altri tipi d’ernia si sviluppa sotto diversi strati di grasso. Le ernie spigeliane si presentano nel mezzo dei muscoli addominali, ciò significa che le ernie non sono visibili nell’immediato ma possono passare inosservate per un lungo periodo. Le ernie spigeliche di solito sono piccole ma possono portare al rischio di sviluppare un’ernia strozzata.

Qual è il trattamento per le ernie della parete addominale?

Per agire sulle ernie della parete addominale è necessario naturalmente effettuare una visita e degli esami preliminari per individuare il tipo di riparazione chirurgica ideale e migliorare di conseguenza lo stato di salute del paziente.

Per agire su un’ernia esistono due tipi di riparazione chirurgica: la chirurgia aperta e quella laparoscopica.

La chirurgia aperta tradizionale: questa è una procedura più invasiva che prevede un’incisione all’inguine, in questo modo è possibile spingere indietro il tessuto che sporge dall’interno dell’addome. L’intervento prevede la sutura dell’area indebolita, utilizzando una rete per riuscire a rinforzare quella determinata zona. La chirurgia aperta viene eseguita in anestesia loco-regionale in regime di Day Surgery senza necessità di ricovero per la notte. Passate circa tre ore dall’intervento è possibile essere dimessi. I tempi di ripresa sono mediamente di 1-2 settimane.

La chirurgia laparoscopica: permette l’esecuzione dell’intervento con minore invasività. E’ necessaria un’anestesia generale e almeno tre piccole incisioni, pari al massimo a 5 mm, sull’addome. La chirurgia laparoscopica è consigliabile per determinati tipi di ernie (recidive, inguinali bilaterali, laparoceli) che necessitano di approcci dall’interno per una migliore guarigione.

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